«Quando sono arrivato alla Cei, nel 1986, si trovavano a malapena i soldi per pagare gli stipendi di quattro impiegati». Camillo Ruini non esagera. A metà anni Ottanta le finanze vaticane sono una scatola vuota e nera. Un anno dopo l´arrivo di Ruini alla Cei, soltanto il passaporto vaticano salva il presidente dello Ior, monsignor Paul Marcinkus, dall´arresto per il crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi. La crisi economica è la ragione per cui Giovanni Paolo II chiama a Roma il giovane vescovo di Reggio Emilia, allora noto alle cronache solo per aver celebrato il matrimonio di Flavia Franzoni e Romano Prodi, ma dotato di talento manageriale. Poche scelte si riveleranno più azzeccate. Nel “ventennio Ruini”, segretario dall´86 e presidente dal ´91, la Cei si è trasformata in una potenza economica, quindi mediatica e politica. In parallelo, il presidente dei vescovi ha assunto un ruolo centrale nel dibattito pubblico italiano e all´interno del Vaticano, come mai era avvenuto con i predecessori, fino a diventare il grande elettore di Benedetto XVI. (more…)
Un´esperienza storica che nasce in Europa con l´affermarsi della borghesia
L´origine dei movimenti nel nostro paese e nel resto dell´Europa
Una geniale vignetta di Altan di qualche settimana fa (la Repubblica, 4 settembre) raffigura un signore di mezz´età, in giacca e cravatta, chiaramente appartenente ai ceti medi italiani, che annuncia solenne alla moglie: «Dobbiamo aprirci alla società civile». E lei, forse maestra o impiegata, certamente casalinga, gli chiede, tra il perplesso e il titubante: «Vengono loro da noi, o andiamo noi da loro?».
Effettivamente, non è facile capire dov´è la società civile e neanche cos´è. Le definizioni abbondano e con esse le dispute accademiche. Suggerisco una prima distinzione operativa, molto anglosassone, fra società e società civile. La società è un contenitore vasto in cui si può trovare di tutto, dal cittadino onesto alla criminalità organizzata. La società civile, invece, è uno spazio più ristretto che si distingue sia per la sua forma organizzativa sia per il suo sistema valoriale. (more…)
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There is no press freedom in Burma and the government has started turning off the Internet and other means of communication, so it is difficult to get news out. Individuals on the ground have been sending their day-by-day reports to the BBC, and they are heartbreaking. I encourage you to read these accounts to see for yourself what is really going on in Burma. Please include this link in your own blog post. (more…)
Ruling by Court of Cassation. Solidarity Minister Ferrero welcomes civilised principle that government should bear in mind
ROME – Squatting is not a crime if you are extremely poor. But the ruling by the second criminal section of the Court of Cassation has created a stir. The court found in favour of a 39-year-old Roman woman with a dependent child who had illegally entered a building belonging to the public housing body, IACP. According to the judges, a home is one of the “primary rights relating to the individual” guaranteed by the second article of the Italian constitution. The sentence comes at the same time as another ruling that acknowledges “the full legal right of local administrations to requisition unoccupied houses and assign them to evicted families”. Reactions have been loud and contrasting. Some commentators, like the minister for solidarity, Paolo Ferrero, praise its civilised principle and invite the government to take it on board. In contrast, House of Freedoms (CDL) parliamentarians talk of “incitement to commit crimes” and a possible invasion of vacant accommodation by Roma gypsies. (more…)
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A number of protest groups made cases for their causes outside the United Nations. Marching to Dag Hammarskjold Plaza and protesting the war in Iraq, the Women Against Torture and the War Resisters League, accented their positions with with T-shirts, buttons and symbolic coffins.
Il giornalista del Foglio Alessandro Giuli presenta il libro: “Il passo delle oche. L’identità irrisolta dei postfascisti” (Einaudi). Il libro ripercorre e stronca il viaggio di Alleanza nazionale dal Msi al Potere postfascista: “Questo è soprattutto un racconto. E’ la storia recente e remota di un gruppo umano generato dall’equivoco neofascista. Una vicenda (…) dentro la quale sta un interrogativo: se quelli di An si dichiarano postfascisti è perché non sono più in alcun modo fascisti? Ma quelli di An sono davvero stati fascisti?”
Si dice che l´ondata di sfiducia popolare sia stata sollevata dall´indignazione contro i partiti, ridotti a oligarchie. E contro la classe politica. Una “casta”, come recita il titolo del fortunatissimo libro-inchiesta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. Che gode di benefici esorbitanti. Inaccettabili per la “gente comune”. Non ne siamo sicuri. Crediamo, invece, che la delegittimazione non origini dal distacco della classe politica dalla società, ma dall´esatto contrario. La perdita di ogni differenza rispetto alla “gente comune”. Di cui i politici riflettono e riproducono, amplificati, i vizi più delle virtù. Come pretendere che i cittadini possano provare rispetto o timore nei loro confronti? (more…)
Quando non si sa dove sbattere la testa, né di cosa parlare, e un settimanale femminile ha bisogno di attenzione, e un conduttore televisivo deve evitare almeno una volta i tizzoni della politica quel giorno particolarmente incandescenti, c´è un argomento classico per andare sul sicuro: l´orgasmo femminile! Evento volatile, problema insolubile, mistero insondabile, simulazione inevitabile. (more…)
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Non siamo mica in Francia, dove Nicolas Sarkozy ha fatto sapere: “Io sono l’anti Sessantotto”, e via andare con l’ordine, la legalità, la pulizia, il rispetto, l’educazione, senza tanti fronzoli mondani e liberal. Eppure a Parigi, dopo le battaglie nel Quartiere latino, l’impulso del Maggio si era rapidamente spento sotto il pugno di ferro del generale De Gaulle. Qui siamo in Italia, dove il Sessantotto è durato politicamente dieci anni, e socialmente e culturalmente un’eternità.Ha permeato l’autunno caldo del 1969, le lotte della classe operaia che doveva conquistare il suo paradiso, le grandi avanzate della sinistra nel 1975 e nel 1976, il Settantasette bolognese con l’Anti-Edipo di Guattari che attaccava la “repressione”, fino alla chiusura del sipario, reale e virtuale, simboleggiata dall’assassinio di Aldo Moro nel 1978. Ma soprattutto il pensiero sessantottesco e l’ideologia sessantottina si sono stese sull’antropologia italiana, impastandosi con l’idea stessa di sinistra e diventando il vero senso comune nazionale. (more…)
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