Le famiglie italiane sono sempre più indebitate. Secondo l’ultimo bollettino della Banca d’Italia a fine giugno il rapporto tra debiti e reddito disponibile ha raggiunto quota 49%, due punti percentuali in più rispetto ad un anno prima. In pratica prestiti, mutui e finanziamenti vari arrivano ad impegnare quasi la metà degli introiti mensili di una famiglia. Solamente 6 anni fa, nel 2001, questa percentuale superava di poco il 30%. Il totale fa 350,2 miliardi di euro: 273, 1 sulle spalle del Centro Nord ed altri 77,1 in conto al Sud.
Chi vuol essere milionario basta che ne annunci in piazza almeno mezzo milione. Perché di lì a poco, nell´immancabile tripudio della folla-record, il raddoppio verrà evocato come l´abbagliante entità che unifica, ordina, stupisce e si rispecchia in se stessa. E infatti: «Siamo un milione!» si è sentito gridare sabato scorso dal palco di San Giovanni alla manifestazione della sinistra radicale. (more…)
Self-described anarchists poured dye into Rome’s Trevi Fountain, turning the water in the tourist magnet a bright blood-red.
Leaflets left around the fountain referred to the RomeFilmFest which opened Thursday in the Italian capital: “You wanted just a red carpet; we want a city entirely in vermilion” before denouncing the event’s 15-million-euro (21-million-dollar) budget.
It has been found a box of leaflets nearby in which a previously unknown group called the “FTM Futuristic Action 2007″ claimed responsibility. The group says it seeks to defend the unemployed, old and sick, among others.
The tract said the group opposed “this grey and bourgeois society … We who are vulnerable, old, ill, students, workers, we come with vermilion to color your greyness.”
Actress Anita Ekberg famously frolicked in the fountain’s pool in the 1960s film La Dolce Vita.
‘Roma Azione Futurista Voi solo un tappeto rosso - e’ scritto nel volantino - noi una citta’ intera color rosso vermiglio. ’Rieccoci…’.
Questo l’inizio della rivendicazione che e’ stata trovata accanto al monumento progettato e costruito da Nicola Salvi e finito da Giuseppe Panini nel 1762. I toni riecheggiano il linguaggio dei Futuristi. Il documento e’ lungo una trentina di righe e termina con il grido ’Eja! marciare per non marcire, lottare per non morire, e la firma azione Futurista con una piccola riproduzione di un’opera d’arte futurista’. (more…)
It was a typical Sunday Mass until two men in heavy makeup and nuns’ habits received Holy Communion from San Francisco’s top Catholic official.
On Oct. 7, Archbishop George Niederauer delivered the Eucharist to members of the Sisters of Perpetual Indulgence - an activist group whose motto is “go forth and sin some more” - prompting cries of outrage from conservatives across the country and Catholics in San Francisco. (more…)
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Ora che la sinistra non vive più la fabbrica come epicentro di un ordine sociale da ribaltare; ora che Piero Fassino rilascia interviste simpatizzanti con il capo azienda Sergio Marchionne subendo il “no” dei lavoratori Fiat alla sua politica; ora che Walter Veltroni condanna come anacronistica “l´invidia sociale”, e lo fa nel capannone dismesso del Lingotto post-industriale: come stupirci se gli operai recidono anche l´ultimo legame simbolico tra gli stabilimenti produttivi e la politica? (more…)
Il faticoso affermarsi e il rapido scomparire della fabbrica dal nostro immaginario collettivo aiuta a comprendere meglio la storia del paese: suggerisce ritardi e pigrizie, speranze e retoriche, e precoci smemoratezze. Ancora nel secondo dopoguerra il suo ruolo non appare sempre centrale: «il lavoratore dei campi - diceva Pio XII - rappresenta ancora l´ordine naturale voluto da Dio», mentre «accade troppo spesso che il capitale muova di qua e di là il lavoro e l´uomo stesso come palle da giuoco». (more…)
Tutte le cose da cui siamo circondati e che usiamo, in una giornata qualunque, sono uscite da una fabbrica. Da lì vengono, si sa, l´auto, il frigorifero e il televisore. Ma da una fabbrica sono usciti pure la tazzina del caffè e il tavolo su cui posa, i vetri della finestra e le piastrelle del bagno, il Dvd che ascoltiamo e la carta su cui è stampato questo articolo, la serratura della porta e la cabina dell´ascensore. Le cose uscite da una fabbrica rendono (quasi sempre) più comoda la vita. Usando un computer portatile, alla luce d´una lampada alogena, nel tepore diffuso da una caldaia a gas, tutt´e tre usciti da una fabbrica, è anche più agevole scrivere che le fabbriche sono ormai in via di estinzione. (more…)
Da Berlusconi a Harry Potter passando per Kevin Kelly e la New Economy. Scrivendo al “Foglio” è il riformatore liberale Benedetto Della Vedova a segnalare la scelta di supermercati e librerie inglesi di offrire il “nuovo e ultimo volume della saga del maghetto” sotto prezzo: fino a 5 sterline, invece delle 18 stabilite dall’editore Bloomsbury. Nella certezza, come ha spiegato la grande catena di bookstore Waterstone’s, “che la promozione avrebbe indotto i clienti a comprare più di un libro e portato nelle librerie persone che normalmente non ci vanno. Ogni copia di Harry Potter è un investimento a lungo termine, non l’affare di un giorno”. (more…)